LA
PARROCCHIA DI SAN MARTINO
E' una parrocchia di 1179 abitanti che vivono in 436
famiglie. L'età media della popolazione è di 44,7 anni. 258 di essi superano i
65 anni.
Nel tessuto urbanistico non rimangono significativi reperti di età antica.
Sembra più un borgo nato attorno ad una fiorente attività molitoria che sfrutta
le abbondanti acque del Menotre e che riguarda ancora grani e oliva.
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La Processione di giugno 2005 a Scanzano clicca sull'immagine per ingrandire |
Piccola nella sua estensione, ora defilata rispetto alla grande circolazione, è
comunità ben fornita di servizi (carabinieri, farmacia, posti letto, posta,
negozi di varia natura) a differenza dei paesi limitrofi.
E' stata politicamente protetta da significativi investimenti statali;
carnificio militare (ora in demolizione), magazzino militare, deposito nazionale
materiali postali, tipografia postale interna.
La chiesa parrocchiale finita nel 1646, non pesantissimamente devastata dal
recente terremoto, è uno dei rari esempi di barocco presente in diocesi di
Foligno, peculiare esempio di barocco locale. Questa decorazione fu pesantemente
compromessa dal sisma del 26 settembre 1997. Attualmente la vita liturgica si
svolge in un bel prefabbricato dono della Caritas Nazionale.
Al momento attuale 07 novembre 2005, ancora nulla si sa dell'inizio dei lavori di ricostruzione della Chiesa Parrocchiale.
Aggiornamento: al 23 settembre 2007 i lavori di ricostruzione ancora non sono finiti.

San
Martino Monaco e Vescovo di Tours
(Savaria, Pannonia 315 ca. - Candes, Turenna 397), vescovo di Tours e santo patrono di Francia, istituì il monachesimo in Gallia. Figlio di un soldato romano, Martino fu convertito al cristianesimo all'età di dieci anni. Congedatosi dall'esercito romano, si recò a Poitiers, dove divenne discepolo di sant'Ilario, vescovo di Poitiers e strenuo oppositore dell'arianesimo. Trascorso un periodo in Italia, Martino raggiunse Ilario e fondò il primo monastero in Gallia, a Ligugé. Nel 371 Martino, acclamato dal popolo, venne nominato vescovo di Tours e in tale veste fondò, a Marmoutier, un monastero che divenne un importante centro religioso. Martino proseguì la sua opera missionaria nella Turenna e in tutta la Gallia. Gli vengono attribuiti molti miracoli. La tradizione vuole che offrì metà del suo mantello a un mendicante di Amiens e che in seguito ebbe una visione di Cristo che riferiva il gesto caritatevole agli angeli.
La
Parrocchia di Vescia fa parte dell'Unità Pastorale di
San Giovanni Profiamma, Vescia
, Pievefanonica, Capodacqua
e Belfiore progetto pastorale chiesto
dal Vescovo di Foligno, mons. Arduino Bertoldo nell'anno 96.
Questa Unità Pastorale si estende a nord della città di Foligno, nella bassa
valle del Topino. I confini estremi distano circa 20 chilometri.
Il progetto dell'Unità Pastorale prevede per ora la sola realizzazione delle
indicazioni conciliari e della Conferenza Episcopale Umbra cercando di
abbandonare piano piano le devozioni a favore della liturgia, l'accontentare la
gente a favore delle sagge regole della Chiesa, il campanile e il parroco-papà a
favore di comunità cristiane belle da vivere e da vedere.
I responsabili sono Padre Claudio Montolli - Parroco in solido, Padre
Giuliano Melotto, parroco in solido, fratel Adriano Baldo (costituiscono la comunità di
padri Stimmatini presente in Unità Pastorale),
Tony Antonelli e Antonio Mancinelli - diaconi
Permanenti, don Luigi Bonollo - Parroco Moderatore.
Avere San Martino come santo patrono...
... dovrebbe suggerire alla Parrocchia di Vescia, molto favorita dal punto di vista sociale, con negozi, servizi... rispetto alle altre della Unità Pastorale, un atteggiamento di particolare attenzione e cura verso le situazioni delle cosiddette 'moderne poverta'. Superare il rischio di una distaccata autosufficienza e del disinteresse attraverso l'interessamento circa leggi, opportunità, servizi comunali... da rendere noti anche con il foglio mensile, con questo sito ecc.
Tenere aggiornato un elenco di uffici, numeri di telefono, referenti sull'ambito sociale... quanti potrebbero essere i segni di una passione caritativa e non semplicemente caritatevole!!! Soprattutto in un tempo dove chi ha veramente bisogno non trova nessuno che lo butta 'nella piscina di Betzaetà ' (Gv 5, 1-7;) e quando ci arriva ci si è già buttato il solito furbo... mah!!!